Two die of diarrhoea
Rukum: Two persons died of diarrhoea of a remote Rukum district on Tuesday evening. The deceased are Natne Kamil (66) and Bhari KC (5) of Jhula VDC-5 They died while undergoing treatment at home. Five other people of Jhula are said to be suffering from the disease. With this, five persons lost their lives due to diarrhoea in the district this year. The District Hospital, Rukum how- ever, is clueless about the incident.

La notizia non merita la prima pagina in un paese dove è la norma morire in maniera così atroce. La cronaca ne è piena, mi chiedo dove sta la pietà, dove sta la compassione che in fin dei conti quasi ogni uomo è capacissimo di provare. Mi rispondo che no, non è vero, non c’è alcuna compassione, né qui né altrove. Per reidratare una persona che ha perso liquidi a causa di una diarrea molto forte bastano integratori che costano sul mercato qualche decina di centesimo di euro. L’acqua, invece, dovrebbe essere gratuita, in un mondo normale, ancora di più in un paese ricco di fonti idriche con il Nepal. Eppure non è così semplice. La povertà ammazza, in un modo in un altro, ma non solo quello. In Nepal le nazioni unite, ed è documentato, hanno fornito riso marcio e fatto morire centinaia di persone così. Nessun colpevole è stato incriminato, magari rivedranno le procedure e gli standard di approvvigionamento. Ammazzano pure i soldi, quando sono troppi e quando non hanno una finalità corretta e una gestione oculata. Chissà quante bustine di integratori si comprano con lo stipendio di un funzionario Onu.