Ad Est

A tempo perso ho passato un’oretta a scartabellare vari lanci di agenzia su quello che è l’attuale non-conflitto in Ucraina. Per chi si vuole annoiare osservando i Balcani, il Caucaso.

<Azerbaigian: “Ue difenda anche nostra integrità”. “L’Unione europea ha mostrato pieno sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina. Ci chiediamo perché non mostri lo stesso sostegno all’integrità territoriale dell’Azerbaigian.” E’ quanto scrive in una lettera indirizzata alle autorità europee, Elkhan Suleymanov, presidente della delegazione azerbaigiana all’assemblea parlamentare di Euronest, che riunisce deputati Ue e dei Paesi vicini dell’Est Europa. Suleuymanov esorta l’Europa a non applicare “due pesi e due misure” tra il forte coinvolgimento nella crisi in Crimea, in parallelo con un fondamentale disinteresse alla crisi del Nagorno Karabakh, la regione dell’Azerbaigian occupata dall’Armenia, insieme ad altre province azere, dal 1990, con il supporto della Russia. Il politico azerbaigiano chiede all’Ue di discutere dell’occupazione del territorio azero in ogni occasione in cui si discuterà della crisi ucraina.>

<Allarme Nato: “Russia minaccia la Transnistria”. La Russia “minaccia” la Transnistria, regione della Moldavia, ammassando truppe sul confine orientale dell’Ucraina. A lanciare l’allarme è stato il generale Philip Breedlove, a capo del Comando alleato dell’Europa>.

<Berlino respinge il paragone, fatto dal presidente russo Vladimir Putin, tra l’annessione della Crimea alla Russia e la riunificazione della Germania. Ieri, Putin ha detto che Mosca “ha sostenuto in modo inequivocabile il sincero e irrefrenabile desiderio dei tedeschi di unità nazionale” e si aspetta che loro “appoggino l’aspirazione del mondo russo, della Russia storica, a ripristinare l’unità”. Il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, ha dichiarato che le azioni della Russia in Crimea violano la legge internazionale e che il paragone è “sconvolgente”. “L’unificazione tedesca – ha detto Seibert – ha riportato insieme due Stati separati di una nazione, mentre l’intervento della Russia ha portato alla separazione dell’Ucraina”.>

<Kiev rifiuta presidenza di turno CSI. L’Ucraina ha rifiutato la presidenza di turno per il 2014 della CSI, la comunità di Stati indipendenti nata dalle ceneri dell’Urss, esclusi i Paesi baltici e la Georgia, che ne è uscita dopo la guerra con Mosca nel 2008 per l’Ossezia del sud. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Kiev.>

<Moldova teme scenario ucraino, chiede tempi rapidi associazione Ue. Il presidente moldavo Nicolae Timofti, che teme una replica dello scenario ucraino nel suo paese, ha sollecitato l’Unione europea ad accelerare la firma dell’accordo di associazione e a offrire prospettive chiare per l’adesione del suo paese. “Spero che avremo il sostegno dell’Unione europea per firmare il più rapidamente possibile l’accordo di associazione. È importante nel contesto attuale nella regione” ha detto Timofti dopo un incontro con il suo omologo romeno Traian Basescu a Iasi, nel nord della Romania, alla vigilia di un vertice europeo. “Il mio paese ha chiesto all’Unione di offrirgli una prospettiva chiara di adesione” ha aggiunto. La Moldova è con la Georgia il Paese ex sovietico che ha concluso l’accordo di associazione con la Ue a Vilnius a novembre, in occasione del vertice del partenariato orientale, dopo la retromarcia repentina dell’Ucraina. L’accordo va ancora finalizzato sul piano giuridico prima della firma definitiva. Da allora Chisinau teme le pressioni della Russia e una replica di ciò che è accaduto in Crimea nella regione separatista orientale della Transinistria. La regione ha avviato una secessione, con il sostegno di Mosca, al termine di una guerra nel 1992, l’anno dopo la caduta dell’Urss, ma la sua indipendenza non è stata riconosciuta da alcun paese. La Russia da allora ha dei soldati in Transinistria, contro la volontà del governo moldavo e nonostante l’impegno a ritirarli preso nel 1999. Il presidente moldavo ieri ha detto che il presidente del Parlamento della regione separatista ha inviato un appello a Mosca per l’integrazione della Federazione russa, sul modello della Crimea.>

<Gli Stati Uniti non si fidano dei traduttori europei e in occasione della conferenza stampa finale del vertice Ue-Usa mettono in campo interpreti di loro fiducia. Così ai giornalisti e ai diplomatici presenti in sala è stata offerta la possibilità di scegliere tra i canali inglese-Ue e francese-Ue e quelli inglese-Usa, francese-Usa e fiammingo-Usa. Una procedura, hanno osservato gli addetti ai lavori, abituale con Paesi ‘terzi’ come Cina, Russia, Corea o Brasile. Ma che, richiesta dal partner americano, ha sorpreso non poco il personale del Consiglio. “Gli Stati Uniti non si fidano di noi, è incredibile – hanno rilevato fonti europee – da loro non ce lo aspettavamo”.>

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