Tatev – Svarans – Devil’s Bridge (6 di 11)

La prima notte a Tatev passa tranquilla e serena

Ci svegliamo alla spicciolata. Chi esce a fare una passeggiata nel villaggio, chi si stiracchia, chi si mette al pc di casa, chi lava i panni sporchi. Alla fine io Andrea e Lorenz decidiamo di farci una passeggiata verso un paesino, segnato sulla Lonely, a due passi da Tatev, tale Svarans.

E’ solo la prima di una serie di crepe della Lonely, informazioni inesatte, superficiali anche su semplici distanze geografiche, ovviamente calcolate per difetto. Sarà una camminata più impegnativa del previsto, ma interessante, il paesino non è nulla di speciale, tante casette su un’unica strada infangata, immersa in una stupenda valle dove pascolano mucche e pecore. Qua e là qualche enorme residuato che sembra post sovietico, depositi di non si sa cosa trasformati in stalle, edifici che sembrano scuole o uffici, sproporzionati per due villaggi (quelli di Tatev e Svaranans) che insieme fanno a malapena 1500 anime.

svarans

Arrangiamo un pranzo a base di pane, pomodori, formaggio

e un paio di birre nell’unico market di paese, di fronte una chiesetta ben mantenuta, merita una veloce visita. La comunicazione è davvero difficile, gli abitanti sembrano parecchio disorientati dalla nostra presenza. Sulla strada del ritorno mi accorgo che la fatica è tanta, capisco di non essere per nulla preparato, soprattutto rispetto il passo di Andrea e Lorenz. Mi sento un catorcio e cerco di convincermi che è solo un’andatura diversa. Mi illudo di essere abituato a camminare piano, magari carico con chili e chili di zaino, ma piano.
Per cercare di accorciare la strada tagliamo giù per la valle che separa i due paesini, trovandoci incastrati nell’attraversare un fiumiciattolo invaso da rovi. Facciamo conoscenza con un bel serpentone che spaventato ci sguiscia tra i piedi, lasciandoci impietriti. Poi, come in ogni classico, ci ritroviamo nel campo di un contadino dove lussuriosi crescono fiori di zucca in abbondanza, a stuzzicare subito il sogno di frittelle.

svarans2

Cominciamo a raccoglierne un po’ fino a quanto, in maniera altrettanto scontata, si presenta proprio il contadino.
Momenti incerti di panico, in realtà è un simpatico vecchietto che ci offrirà qualche altra verdura e che ci indicherà (in maniera davvero provvidenziale) la via verso Tatev. Arriviamo abbastanza stanchi, quella che doveva essere una semplice passeggiata si è rivelata una scarpinata di circa 3/4 ore.

Non contenti di questo decidiamo di lanciarci verso il Devil’s Bridge

Nome alquanto esotico-sputtanato, alla fine è solo una fonte di acqua calda, a “pochi chilometri”. Partiamo tutti insieme, una spedizione di tutto rispetto. Peccato che questi chilometri siano con una pendenza devastante. L’andata è tranquillissima, in un’oretta siamo arrivati, tutto in discesa. Ma raggiungere la fonte del “Devil” (o anche “Satan”), si rivelerà complesso proprio all’ultimo. Prima di tutto un semplice sentiero in un canyon in salsa armena:

devils11
Poi toccherà calarsi con una scala a pioli e utilizzare una fune di acciaio per una parete lunga 6-7 metri, senza alcuna protezione di sicurezza (grazie arca’). Seguiamo il corso del fiume, saltando qua e là sulle rocce, per infilarci in una lunga grotta che alla fine ci mostra le sue vasche di acqua diciamo… a temperatura ambiente. Certo lo spettacolo merita in ogni caso, poco ma sicuro:

devils4 devils7 devils6 devils3 devils

Bagno con salto nel fiume gelato:

 devils5devils8 satan9

 

Il ritorno sarà a dir poco disordinato. Comincia così, scherzando:

devils12

Poi ci ritroviamo a camminare, di notte, per questi 6 chilometri fino a Tatev, dove ci aspettano Laura e Giorgio (che riescono a prendere un passaggio) e John, partito almeno un’oretta prima di noi. Cotto e fradicio di sudore, il tempo di una doccia e dividiamo l’ultima cena insieme. Il gruppo ha terminato la usa avventura, breve ma intensa, il giorno dopo ci divideremo per seguire mete diverse.

tatev4

Prossima puntata

 

1 commento su “Tatev – Svarans – Devil’s Bridge (6 di 11)”

I commenti sono chiusi.