Insurance hope for journalists, HimalayanNews Service, Kathmandu June 14
Minister for Information and Communication Agni Sapkota today said he would take the proposal of life insurance for journalists to the upcoming cabinet for ‘serious’ discusion. At a meeting with journalists to discuss future programmes of the ministry, Sapkota said, “We have concluded that there should be life Insurance for journalist and we are discussing the criteria for it and I lend all the support for the proposal”. He also informed that the ministry is in discussion with Nepal Telecom to make a uniform telephone tariff inside the country “As a new programme in the new fiscal” the ministry is also conducting feasibility study to provide Internet facility to schools,” he added. He further said the ministry would focus on improving NTC service.

In Nepal è aperta la caccia grossa al giornalista
In Nepal essere giornalisti, giornalisti d’inchiesta, vuol dire mettere a rischio la propria vita. Minacce da parte di organizzazioni criminali sono all’ordine del giorno, come anche gli omicidi e i pestaggi ordinati dai Partiti e dagli stessi «rappresentanti del popolo». Mettere il naso negli affari di uno dei parlamenti più corrotti del pianeta può costare molto caro. L’impunità degli aggressori è la regola con rarissime eccezioni, in cui neppure il primo ministro riesce a portare l’ordine, visto che il suo stesso partito ha appoggiato attacchi violenti contro diversi reporter. Uno degli ultimi casi è il pestaggio del reporter Khilanath Dhakal, nonostante i mandanti siano stati riconosciuti sono attualmente a piede libero perché pezzi grossi della politica. In una situazione molto tesa, in cui il sindacato nazionale dei giornalisti chiede giustizia e tutele, per poter svolgere il proprio ruolo in maniera indipendente, salta fuori la cosi detta pezza più piccola del buco.
Il ministro dell’informazione, Agni Sapkota ha le idee chiare per mettere fine ai sit-in e alle proteste del mondo dell’informazione: un’assicurazione sulla vita. Non la certezza della punizione per chi perseguita i giornalisti, non più sicurezza e più libertà per i reporter, ma un’assicurazione.
Un invito a diventare martiri della libertà, con spese rimborsate a decesso constatato.