Circa un anno fa mi trovavo a chiacchierare quotidianamente al Chin, un bar a San Telmo, la mia palestra linguistica, nel quartiere che mi ha dato casa per sei mesi. E lì ricordo ogni tanto si è sfiorato l’argomento Milei, “astro nascente” della politica argentina.
Nella grande contrapposizione tra Peronisti (famiglia Kirchner) Vs Radicali-Liberali (famiglia Macri), questo outsider si è presentato con uno slogan non esattamente nuovo, almeno per noi:
“Los politicos son unos parasitos” (da noi si è usato il termine Zombie).
Solo che invece di ricette ecologiste, reddito universale e cosi via ci troviamo di fronte l’esatto opposto.
Fan di Trump (anche nella capigliatura, lunghi a tutti i costi) se dovessimo utilizzare qualche etichetta, quella dell’ultraliberismo risulterebbe decisamente stretta.
Ci ritroviamo di fronte l’archetipo dell’anarcocapitalismo nelle forme più estreme e personalizzate.
Nel suo piano di governo si prevede:
Privatizzazione sanità e educazione, licenziamento in blocco di parte dell’apparato statale, chiusura/riforma di ministeri, vendita delle aziende statali, “dollarizzazione” del pesos argentino, chiusura della banca centrale (letteralmente con la dinamite), privatizzazione del settore carcerario e riforma della “sicurezza” (con una inquietante convergenza forze di sicurezza/esercito), nuovi accordi per il mercato libero.
Ha promesso di non toccare, per ora, i sussidi ai più poveri, ma considerando che in progetto c’è un taglio del 15% dei costi dello Stato, difficile immaginare uno stesso livello di servizi per chi non potrà permettersi di pagare.
In campo sociale si è espresso contro l’aborto, se non in caso di rischio di morte della madre, perché: “la única forma en que avala el derecho al aborto es con riesgo de vida de la madre, porque hay un conflicto de propiedad”.
In poche parole, per un semplice conflitto di proprietà.
Non a caso Milei è un economista, anche in anatomia, dunque è una sua idea anche legalizzare la vendita degli organi (sì, proprio gli organi del corpo), considerati proprietà personali.
Ovviamente a favore della libera vendita di armi, seguendo il modello americano.
Rimane invece contro la pena di morte, perché “a favore della vita, sempre” (una sua citazione simpatica: “non si rimedia al cannibalismo mangiando il cannibale”).
In politica estera promette di tagliare ogni relazione con “nazioni assassine e comuniste e rientrare così in seno alle nazioni libere”. (ripeto, tradotte, alcune sue affermazioni in senso letterale)
Istrionico, alterna concetti estremi con semplificazioni a volte sconcertanti, ha battuto negli ultimi anni la politica argentina scavalcando scandali (è stato accusato di vendere posti nel suo partito per 50mila dollari a seggio) e proponendosi come l’uomo dalla morale immacolata, soffiando sul senso di precarietà e insicurezza degli argentini e proponendo soluzioni drastiche e draconiane (soprattutto in termini di repressione).
E quindi, un anno fa, in un bar, ogni tanto si parlava di questo personaggio che saliva e scendeva nei sondaggi in base alle boutade del momento, ma sempre più o meno ai margini come popolarità, ma al centro del dibattito.
E, con tutta sincerità, si credeva (o sperava) che sarebbe rimasto un politico secondario, o almeno così io e Oliver ci volevamo convincere, soffocando quel presentimento nascosto.
Nel frattempo si sono alternati infiniti scandali, un tentato omicidio eccellente, quello di Kristina Kirchner, poi a sua volta indagata e condannata per corruzione. Cambi di ministri dell’economia, interventi del fondo monetario internazionale e il dollar blue (il cambio del pesos al mercato nero) è raddoppiato, polverizzando come sempre i risparmi di un paese che per un terzo vive nell’indigenza.
E così, oggi, Milei ha preso il 30% alle primarie per le Presidenziali, diventando il candidato numero 1 favorito (contro gli avversari tra il 21% e il 16%).
Il 22 ottobre è ancora lontano, ma la vittoria di Milei è davvero concreta e sarà uno stop, forse definitivo, per il peronismo in salsa Kirchner, ma non solo.
Probabilmente anche quello che poteva essere un rilancio del Mercosur con una ritrovata saldatura tra Argentina e Brasile (con Lula tornato al potere) si allontana, almeno in teoria.
Di questa notizia ho trovato solo un articolo su ansa e ilfattoquotidiano quindi per curiosità allego qualche articolo sulle posizioni di Milei più controverse:
https://www.infobae.com/…/javier-milei-volvio-a-hablar…/
https://www.a24.com/…/la-extrana-explicacion-javier…
https://www.infobae.com/…/javier-milei-propuso…/