Che giorno è? Sabato.
Colazione abbastanza pesante, polpette di ricotta, toast, caffè, muesli, miele. Abbastanza pesante, non la più pesante.
Non la più pesante perché e’ giusto non farsi del male (non troppo e non troppo intenzionalmente). Colazione e Fugazi, I’m so tired di sottofondo. Dopo 12 ore di sonno pieno, in un letto comodo, tra triple coperte, con i pantaloni di tuta, con una maglietta a maniche lunghe.
Ti prego, Mandela che dall’alto ci proteggi,
Mi scrivono dall’India, un trio di ragazzi tedeschi incontrati a Tibilisi, uno ha una deformazione stranissima ad una mano. Sono sufficientemente simpatici, intelligenti, discreti, il che e’ da apprezzare.
Non so perché mi hanno scritto, sono cose casuali che accadono nella vita penso. Dovrei essere contento o per lo meno sorpreso (un po’?). E invece sono solo freddamente grato, come quando ti viene offerto un the’ caldo appena rientrato da un’escursione, completamente fradicio e devastato.
Si, grazie, che ti sia lieto il cammino, domani.
Perché tanto la vita non vince, non vince mai. E allora lunga vita ai viaggiatori.